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Almanacco post-contemporaneo dei narratori italiani
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Sotto il peso del mirtillo
Quando ero piccola volevo fare la scrittrice. Poi la fruttivendola, il delfino, la maestra, la cassiera, la pittrice, la signora che prende il tè e poi di nuovo la scrittrice. Non facevo altro che piangere e alla fine mi hanno portato da una psicologa. “Vuole fare la scrittrice”, aveva spiegato mia madre quasi in lacrime, per la compassione della dottoressa. “Capisco”, annuiva lei. Doveva essere grave. Eppure io mi ero convinta che sarei diventata una scrittrice, anche se par


Il sosia
Mi chiamo Giuseppe Mario di Luigi ma potete chiamarmi semplicemente Gigi, come facevano con mio papà. Ho trentanove anni, faccio il calzolaio e nel tempo libero mi piace andare al bar Mirello che c’è qui sul lungomare e fumare le sigarette Camel Blu. E poi c’è questa cosa, cioè che hanno iniziato a dirmi che assomiglio un sacco a Kanye West. All’inizio, quando pensavo fosse solo un cantante americano come ce ne sono tanti, sono stato allo scherzo. Dicevo che avevo la cittadi


Angelus
L’uomo dà fuoco alla pipa. Ha le sopracciglia aggrottate e una riga verticale tra gli occhi scuri. Una gocciolina di vino ha macchiato il polsino sinistro della sua camicia crema. «Tu e Paolo...», sbuffa sprazzi di fumo denso, «siete stati insieme?» Un fremito gli solleva il labbro superiore. Lei distoglie lo sguardo dagli occhi di lui. Finge stupore nel guardare l’orologio alle sue spalle. Il campanile di Pietrasanta sta suonando l’ora dell’Angelus. Oggi è stanco, pensa, sv


Uno spazio per ogni cosa
Avremmo avuto uno spazio per ogni cosa, dicevi. Una casa in collina, come quella di Pavese, anche se non c’entrava proprio niente. Avevi solo dato uno sguardo ai libri per terra, dal mio lato del letto, in quella stanza che era tutta la nostra casa. Un monolocale quasi in centro. Pieno di piante in idroponica, cornici con passe-partout , profumo di cera. «Molto luminoso, ottima esposizione», imitavamo il fare ampolloso dell’agente immobiliare e scoppiavamo a ridere. Era diven


@annina_ricettina
@annina_ricettina ha avviato una diretta. Dieci partecipanti. Anna mostra una tavola con un quantitativo di cibo per sfamare un esercito. Un allevamento di animali impanati dà unta mostra di sé. Il calore del cibo e il fumo dell'olio di frittura rendono l'aria densa. I pochi presenti nella diretta chiedono ad Anna come sta, è da tanto che non si fa vedere, si chiedono se sia tornata a preparare una delle sue ricettine. Ma lei non risponde, questa volta il cibo è già pronto, s


Sintesi
Aveva provato ad usare Shazam dall’altra estremità della stanza, ma c’era troppo rumore, e la ricerca non era andata in porto malgrado la musica fosse altissima. Dovette aprirsi un varco a gomitate e spintoni per levare di torno gli ospiti ubriachi e fatti che come una massa inerte e molle si frapponevano tra lui e le casse dello stereo in soggiorno. Temeva che la canzone potesse finire prima di raggiungere le casse; per ogni metro che riusciva a percorrere con estrema fatica


Suicide blonde
“ Suicide blonde : una donna dai capelli biondo platino a causa di trattamenti di colorazione usando perossido in bottiglia (...) È un gioco di parole ("dyed/died by her own hand”). Deborah Harry, Courtney Love, Vicki Peterson, Marilyn Monroe, Samantha Fox, Cameron Diaz, ecc., non sono bionde naturali. Sono suicide blondes .” da Urban Dictionary Il portone si apre appena, dall’interno schizza una lama di luce che si riflette sul parquet. Rimini, qua fuori, è tiepida e bagnata


Muffa
Quando sono apparsa nell’angolo in alto a destra della cucina del tuo squallido appartamento, non eri che una madre single sommersa da bollette da pagare. Vivevi di sussidi e sotterfugi, arrabattandoti tra ripetizioni di francese e tedesco a universitari che arrancavano con gli esami. Erano i compensi più remunerativi che riuscivi ad estorcere, dato che chiedevi venti euro all’ora. E poi c’erano quelle assurde lezioni malpagate con contratti di collaborazione in quel centro d


Il Polpo non sbaglia mai
Non c’è nulla di peggio che svegliarsi da un bel sogno. La luce ferma la polvere della stanza a mezz’aria e Lilia si sente come quei granelli. Le discussioni concitate dei suoi genitori fanno da diversivo ritmico in un tempo altrimenti fermo. È estate, sono le vacanze, e la noia è un prendisole ideale. Fuori dall’appartamento c’è il verde, l’oro della sabbia del maneggio, il blu della piscina. Le voci si fanno sempre più distanti, lo specchio d’acqua sempre più vicino. Lilia


Flamingo Lane
Rat l’aveva chiamata mezz’ora prima. Con voce concitata le aveva ordinato di prepararsi e scendere in strada, sarebbe stato da lei in dieci minuti. Infilando nello zaino più roba possibile correva nella stanza da un lato all’altro. La madre entrò e chiese spiegazioni. Lei, per non rischiare di rimanere invischiata in chiacchiere e apprensioni, passò tra la sua ascella e lo stipite della porta, lasciandola a guardare la figlia precipitarsi giù dal pianerottolo e poi fuori casa


Specchi (Editoriale)
L'elemento più complicato di questo almanacco è stato reperire le foto e le bio degli autori. Tra chi me le ha passate in ritardo, chi non era mai stato fotografato in vita propria, chi ne aveva solo di gruppo e chi non voleva farsi vedere. O ancora, chi non sapeva cosa dire sul proprio conto, chi ha dovuto scrivere le note più volte. Questa problematica è molto ironica per il secondo numero di T.Tivillus, a tema fama . Abbatte l’idea che lo scrittore sia vanesio, egocentrico
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