top of page

Il sosia

  • Feb 3
  • 4 min read

Mi chiamo Giuseppe Mario di Luigi ma potete chiamarmi semplicemente Gigi, come facevano con mio papà. Ho trentanove anni, faccio il calzolaio e nel tempo libero mi piace andare al bar Mirello che c’è qui sul lungomare e fumare le sigarette Camel Blu. E poi c’è questa cosa, cioè che hanno iniziato a dirmi che assomiglio un sacco a Kanye West.

All’inizio, quando pensavo fosse solo un cantante americano come ce ne sono tanti, sono stato allo scherzo. Dicevo che avevo la cittadinanza dell’America, che ero un grande appassionato di basket e mangiavo sempre gli hamburger col ketchup. E finché a dirlo erano gli amici del bar o mia moglie e si rideva tutti assieme ero anche contento, poi però la voce si è sparsa e sono venuto a conoscenza di cose non proprio belle sul conto del signor West. Tipo, che è abbastanza antipatico. Anche se è nero ha più volte detto e fatto cose da razzista o contro le donne e gli ebrei. Io non sono così, non potrei mai fare del male a una mosca, figuriamoci a quei poveretti degli ebrei. E quindi ho iniziato a rimanerci molto male per questo paragone.

Il fatto è che non credo di assomigliarci nemmeno tanto al signor West. Certo, come lui ho la pelle un po’ più scura, ma questo perché sono calabrese, e anche io sono rasato e mi piace vestire di nero, molto semplice. Al massimo un cappellino. Da quanto so, però, lui non veste Sandrino Merceria, che tutti sanno essere la migliore sartoria del paese e che con venti euro ti fa un’accoppiata giacca, pantaloni e camicia che lo vorrei vedere, al signor West. C’è un’altra cosa su cui andiamo d’accordo, che ho sentito alla tele e cioè che anche Kanye West è un cattolico credente, talmente tanto che una volta ha cantato in una chiesa o

qualcosa del genere. Ecco, già questo me lo fa stare un pochino più simpatico e potrei anche pensare di offrirgli un bicchierino di grappa da Mirello.

L’unica cosa che invidiavo al signor West erano tutti i soldi che ha, dato che penso sia migliardario o poco ci manca. Mi hanno fatto vedere la villa in cui vive e non ci potevo credere: ha una piscina che non finisce più, anche idromassaggio, e pure un gazebo con sotto un’altra piscina, per quando piove. E sono tutte fatte d’oro o di diamanti, perché è ricco e se lo può permettere. Io invece mi dovevo accontentare della mia doccia piena di calcare che ogni tanto si intasava e dovevo chiamare Pino, il fratello di mia moglie, per farla sistemare. Stupidamente, credevo fossero i soldi e la bella vita la cosa migliore nella vita

di Kanye West.

Un giorno, sulla strada del bar, mi è venuta voglia di sigarette e ho provato a tirare fuori il pacchetto dalla tasca. Tira che ti ritira, il pacchetto sembrava essersi incastrato nella tasca del costume e non era neanche la prima volta. A quel punto stavo per tirare un bestemmione di quelli, ma mi sono fermato perché ho sentito una voce angelica.

“Serve aiuto?”, mi fa.

In un italiano biascicato ma proprio per questo tenero e affettuoso. Alzando lo sguardo mi ritrovo davanti una donna bellissima, la più bella che abbia mai visto. La pelle abbronzata, slanciata, gli occhi così belli tipo da pornostar e allo stesso tempo dolci. Mi sorride, e appena vedo la fila di denti perfettamente allineati e bianchi la riconosco. Anche se l’ho vista solo un paio di volte, ma una così non te la dimentichi facilmente.

È Bianca Censori, la compagna, credo, del signor West. Dalle foto che avevo visto l’avevano sempre mostrata mezza nuda, o nuda del tutto, mentre ora era in pantaloncini corti, infradito e una maglietta bianca semplicissima che faceva intravedere il costume, o forse era il reggiseno. Già lì non capivo più niente.

“Vuole un aiuto?” mi ripete.

Io abbasso lo sguardo e borbotto “no, no, volevo solo una sigaretta”.

Lei non fa in tempo a rispondermi che una voce dal fondo della via la interrompe.

“Come on, Bianca!”

Sembra uscito da uno di quei discorsi che si possono fare da ubriachi, ma è proprio lui. Gli occhiali da sole, il pizzetto tinto di biondo, una maglietta con una svastica traslucida: è il marito, o compagno, o quel che è, di Bianca Censori. Kanye West, a Campomarino di Maruggio.

Basta scambiarci uno sguardo per capire l’unica cosa giusta da fare. Anche se in quel paesino ci sono nato e cresciuto sono loro a essere in vacanza lì, e a benedire quella terra con la loro solo presenza. Cosa può pretendere un umile calzolaio come me? Farfuglio un “goodbye” prima a Bianca e poi al signor West, e scappo via con le lacrime agli occhi per la vergogna.

Non ho mai raccontato questa storia a nessuno, né a mia moglie né al bar Mirello. Ora però quando dicono che assomiglio a Kanye West non ci rimango male, ma divento tutto rosso e distolgo lo sguardo. Ripenso al breve incontro con Bianca e mi viene da sorridere... penso proprio di essermi innamorato.


Matteo Balestra

T.Tivillus, Capitolo II: Fama

bottom of page